Davvero il rugby romano è il più forte d'Italia?

La FIR, alla fine del 2025, ha reso pubblica la "tabella voti" che indica la "forza" delle società affiliate alla federazione. È interessante leggere questi dati su base territoriale, provinciale e regionale. E da questa aggregazione emerge che la provincia più rugbistica d'Italia è Roma, con 1067 voti, mentre Treviso segue con 753. Quindi Roma ha il 41,6% di voti federali in più rispetto a Treviso. 
Ma questa grande forza a livello di voti non si concretizza in una presenza altrettanto importante a livello agonistico. Se si omettono le Fiamme Oro, che hanno un percorso di reclutamento per la prima squadra basato su concorsi pubblici, da quest'anno non troviamo più squadre romane in Elite. In serie A ci sono invece ben 5 società romane, segno di impegno, passione, radicamento sul territorio, ma anche di un livello non ancora maturo per competere nel massimo livello nazionale. Certo, i numeri non possono descrivere tutta la realtà rugbistica di un territorio, ma sono comunque un indicatore. 
E per discutere dei problemi del rugby laziale, sabato 10 gennaio si sono incontrati, su invito della dirigenza delle Fiamme Oro, i presidenti delle società laziali di rugby. Insieme a loro hanno partecipato all'incontro il presidente e alcuni membri del Comitato laziale della FIR e altri dirigenti e tecnici in grado di apportare alla discussione importanti contributi grazie alla loro esperienza dirigenziale e associativa.
Sembra un passo nella giusta direzione: parlare, confrontarsi, trovare sintesi sono la medicina migliore alla più antica malattia del rugby romano e laziale: la frammentazione, il campanilismo, le rivalità (non quelle sportive, che sono l'anima del rugby, ma quelle personali).



Infatti, secondo me, i numeri romani descrivono una realtà molto frammentata, composta di tante società, a volte con pochi tesserati e impegnate solo in alcune categorie giovanili e nei campionati minori. 
A Roma, sempre secondo la mia visione, le 4/5 società più grandi dovrebbero sentire la responsabilità di diventare poli aggreganti di atleti, tecnici e risorse, per creare soggetti con una forza sportiva e federale in grado di competere a livello nazionale. Diventare "polo aggregante" non deve significare però schiacciare e fagocitare tutte le energie, le risorse, gli entusiasmi oggi presenti anche nelle piccole realtà di quartiere. E per trovare un giusto equilibrio fra esigenze di aggregazione e diritti di "campanile" sarebbe necessaria la presenza di un soggetto istituzionale con la necessaria autorevolezza, in grado di coordinare questo processo necessario per dare nuovamente a Roma il valore sportivo e federale che le compete. Un percorso sicuramente difficile e lungo, che sabato ha visto un primo, molto interessante, passo. Ora occorre capire se questo incontro ha prodotto risultati e se avrà un seguito, ad esempio "istituzionalizzando" questo tavolo di confronto, portandolo da episodico e periodico. Intanto grazie a chi ha organizzato e a chi ha partecipato.

Questo il comunicato pubblicato sui social delle Fiamme Oro: 

"Si è svolto questa mattina, presso la ClubHouse delle Fiamme Oro Rugby, l’evento organizzato dalla società cremisi, “𝐓𝐚𝐯𝐨𝐥𝐚 𝐎𝐯𝐚𝐥𝐞”, 𝐝𝐚𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐫𝐮𝐠𝐛𝐲 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐣𝐮𝐧𝐢𝐨𝐫𝐞𝐬, 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐞, 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐂, 𝐁, 𝐀 𝐞𝐝 𝐄́𝐥𝐢𝐭𝐞. 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢. 𝐏𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐮𝐠𝐛𝐲 𝐧𝐞𝐥 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨.  
L’incontro ha affrontato la tematica sotto molteplici angolazioni e sfaccettature: crescita del movimento, ambiti di miglioramento, progetti, iniziative e nuove idee. Un dibattito vivo e partecipato, nato con l’obiettivo di compiere un primo e significativo passo verso l’individuazione di soluzioni concrete ed efficaci per lo sviluppo del rugby regionale, attraverso soprattutto progetti sostenibili. 
L’evento ha registrato una grande partecipazione, con 30 club laziali rappresentati. Hanno preso parte all’incontro, il Prefetto Armando Forgione, il Presidente dei Gruppi Sportivi Fiamme Oro Francesco Montini, la Federazione Italiana Rugby, rappresentata dal Pres. del Comitato Regionale Lazio, Maurizio Amedei, e da Maria Cristina Tonna, Coordinatrice e responsabile F.I.R. del rugby femminile italiano. Alla "Tavola Ovale", organizzata dal Vicepresidente Vicario Tommaso Niglio, erano inoltre presenti Claudio Perruzza, consigliere d'amministrazione delle Zebre, i consiglieri e delegati provinciali del CR LAZIO, e appunto i presidenti/dirigenti dei club delle province di Roma."


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